Cultura e società
Enron, la finanza che non c'era
Il colosso dell'energia fornisce modelle per Playboy
Alan Greenspan, il maciste della politica monetaria mondiale, governatore della Federal Bank, è l'uomo che negli ultimi lustri ha governato a mani nude l'economia americana. Già sei anni fa, con parole piene di garbo, diceva agli americani che prima o poi di quel passo si sarebbero ritrovati in mutande.
All'ennesimo raffreddamento dei tassi ammonì l'America: "I guadagni a Wall Street ci sono stati, ora conviene rallentare, perchè i prezzi corrono, i guadagni corrono, ma nessuno sa dove corrano. Potrebbe essere verso il baratro."
Sei anni dopo (Agosto 2002), una pagina di Playboy mostra, come mamma le ha fatte, 10 dipendenti della premiata ditta Enron fino a qualche mese fa considerata "colosso energetico texano" e adesso liquidata come la cloaca massima del gangsterismo manageriale, un associazione a delinquere dedita al falso in bilancio, evasione fiscale, insider trading, manipolazione dei mercati fino al punto da far saltare la corrente elettrica in California.
Alla fine del 2001 la Enron ha bruciato, truffando la fiducia di ignari azionisti e dipendenti, tra i settanta e i novanta miliardi di dollari. Per farlo ha corrotto banche, revisori di conti, analisti finanziari e politici.
Comprando il silenzio di tutti quelli che sapevano, ha nascosto la sua reale situazione finanziaria, i suoi debiti, le sue perdite. Tutto ciò al fine di lasciare il titolo sul mercato azionario mondiale e permettere la speculazione di pochi.
Prima della scoperta degli imbrogli il titolo Enron valeva 90 dollari, dopo (dicembre 2001) il valore della società era di pochi centesimi. In mezzo tutti i dipendenti erano stati costretti ad investire i propri risparmi e fondi pensione nella società per darle liquidità e maggiore stabilità.
Il crollo proietta ombre sulla General Electric, su Jp Morgan Chase (seconda banca americana), sull'IBM e sul sistema delle comunicazioni mondiali. Inoltre sotto accusa c'è il sistema di revisione dei conti (Arthur Andersen, autorevole società di certificazione dei conti accusata di aver falsificato e bruciato i bilanci) le banche e i loro analisti finanziari (Merril Lynch) che rifilavano ai clienti azioni senza valore ma su cui lucravano ricche commissioni.
Anche George W. Bush e il vice presidente Dick Cheney sono indagati per lo scandalo e la Casa Bianca è intervenuta con leggi speciali per le società quotate in borsa; leggi che purtroppo sono state giudicate inefficenti dai mercati e dagli economisti.
Negli anni '80 il 20% degli americani aveva i propri risparmi in borsa, i top manager hanno convinto tutti che investendo poco in solide aziende ci si sarebbe assicurati un sicuro guadagno e la consapevolezza di aver aiutato lo sviluppo economico del proprio paese. Grazie a questi investimenti oggi la percentuale di risparmiatori/borsisti supera il 50%; lo stesso dicasi per gli altri paesi.
Adesso, secondo i sondaggi della Gallup, quattro americani su cinque hanno dimenticato le Twin Towers e sono convinti che gli scandali finanziari siano una minaccia peggiore degli attentati e tre americani su quattro sono convinti che persino il drugstore sotto casa abbia i bilanci truccati.
Gli Stati Uniti hanno sempre fatto crescere la loro economia col denaro degli altri. Vendendo dollari (bene rifugio in ogni occasione) e azioni delle loro principali compagnie a mezzo mondo. Ora il dollaro perde nei confronti dell'Euro e delle altre divise, gli americani hanno meno soldi e si avrà un congelamento dei consumi delle famiglie, della produzione e dei posti di lavoro.
E cosa fa il presidente Bush per risollevare il morale degli americani? Ha tenuto una serie di discorsi il cui succo è: Adesso basta, facciamo pulizia, siamo ancora i migliori, perchè tutto il mondo è pieno di bilanci truccati, solo che NOI abbiamo il coraggio di ammetterlo e di procedere all'intervento chirurgico che asporterà il marcio e consentirà una crescita economica migliore della precedente.
Dopo la Enron ci sono stati problemi anche la Tyco (colosso americano il cui presidente Kozlowski è inquisito per appropriazione indebita), la Worldcom (multinazionale delle telecomunicazioni con un indebitamento superiore ai 30 miliardi di dollari, crollata in borsa nel luglio 2002), la Xerox (leader nella produzione di macchine per uffici accusata di aver gonfiato i ricavi per 1,9 miliardi di dollari), la Adelphia (una delle principali TV via cavo trovata con i libri contabili gonfiati), la Merck (colosso farmaceutico accusato di aver contabilizzato 12,4 miliardi di dollari con vendite fittizie), la Vivendi (Gruppo francese con giornali, televisioni, case cinematografiche etc. sotto inchiesta il cui presidente Jean-Marie Messier ha preferito dimettersi), la Qwest (quarta compagnia telefonica regionale USA sotto indagine per truffa finanziaria).
E mentre l'economia USA (e mondiale) spoglia i risparmiatori le 10 belle, e fortunate, ex dipendenti dell'Enron si spogliano per il mensile Playboy, ne comprendiamo il motivo...
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Le foto di Playboy suMorganaWebCelebrity
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