Settembre 2000

Crollo della Apple sui mercati Mondiali
New York - 29/09/2000
Apple

  Il "colosso di Cupertino", la Apple che con il reingresso di Steve Jobs nella società e l'uscita dell'iMac aveva invertito il fenomeno di perdita di utenti ha realizzato una delle perdite più elevata della storia del Nasdaq: il 52% della sua capitalizzazione.
  A provocare il panico negli investitori e la conseguente corsa alle vendite è stato un insieme di fattori: l'analisi negativa della società effettuata da alcune ditte di analisi di mercato, l'annuncio per l'ultimo trimestre di dividendi inferiori alle attese (a causa di un rallentamento generale delle vendite) e il fatto che praticamente tutti i software degli agenti di cambio inizino a vendere quando un titolo comincia a calare oltre una determinata soglia (fattore dominante nel "Venerdì nero di Wall Street" del 1986)
  Il crollo abbastanza drammatico e fondamentalmente immotivato dell'Apple ha trascinato con se altre aziende del settore come Dell, Gateway e Hewlett Packard. La Apple che attualmente produce il modello "G4 Cube" e prepara il MacOS X per l'inizio del 2001, aveva tagliato alcune delle catene di produzione ottimizzando anche il settore distributivo e gli investimenti per avere maggiore capitalizzazione, ma tutto questo non è bastato al mercato USA che se da una parte condanna la Microsoft per essere monopolista rischia di demolire una delel più "storiche" e valide alternative al mondo dei PC.
  Naturalmente anche Piazza Affari a Milano ha risentito profondamente della crisi del comparto informatico, estesasi anche alle telecomunicazioni. La società Tiscali ha perso il 75% della sua capitalizzazione (rimanendo comunque al di sopra del suo prezzo di collocamento iniziale) facendo vacillare di riflesso buona parte della "New Economy".

torna indietro    Vai alla pagina iniziale di MorganaWeb - Go to MorganaWeb home page