Una produzione di fantascienza totalmente Italiana
Doc Justice
Terra, 2166: La rete informatica Hackernet permette il download di personalità e sentimenti umani

In Lazio si stanno ultimando le riprese del telefilm pilota (la puntata zero) di "Doc Justice", un telefilm di fantascienza interamente prodotto in Italia dalla "Videoprod Entertainment".
L'intero progetto nasce da un idea di Fabio Salvati (autore della storia e regista) e Fabrizio Buzi (aiuto regista e compositore delle musiche) e parla di una società futura in cui la rete informatica Hackernet genera disordine e anarchia permettendo il download illegale di personalità e sentimenti umani. Per fronteggiare questi crimini la Corporazione delle Nazioni Unite ha istituito un corpo speciale di polizia preventiva chiamato "DOC JUSTICE CORPORATION" i cui membri vengono selezionati all'età di 5 anni e addestrati a salvaguardare l'integrità e la salvaguardia degli individui.
Nel sito della "Videoprod Entertainment" si trovano informazioni sul cast, sulla trama, si possono vedere alcune immagini del telefilm e alcuni trailer che mostrano l'integrazione tra gli attori e gli effetti speciali digitali.
Abbiamo intervistato Fabio Salvati su vari aspetti di Doc Justice e, visti i fucili degli interpreti, abbiamo impostato l'intervista con "raffiche di domande".
D: Ci puoi parlare della "Videoprod Entertainment": è un centro produzioni audio/video fondato da voi? Siete una produzione indipendente o avete dei finanziamenti da qualcuno?
R: La Videoprod Entertainment ha effettivamente un nome altisonante,
in realtà è, scusa il gioco di parole, una piccola realtà. E' capitanata da un gruppo di tre persone che sinergicamente lavorano per autoproduzioni di Video, Grafica e elaborazione del suono.
D: "Caccia al camaleonte" e' il titolo provvisorio o definitivo dell'episodio pilota? Puoi parlarci della trama?
R: "Caccia al camaleonte" è un titolo provvisorio, o meglio sarà il titolo definitivo per la prima puntata, per la puntata pilota abbiamo scelto il titolo "La prova".
Gli episodi pilota, in genere, tendono più a far conoscere i personaggi della storia, le loro ambientazioni e i meccanismi che orbitano attorno al serial. Comunque "La prova" disegna i personaggi percorrendo un filo conduttore piuttosto "fumettistico": un ragazzo scanzonato, Mead Dowson, raggiunta la maggiore età, è pronto ad entrare nella corporazione dei "Doc Justice", i dottori della giustizia. Sarà affiancato da Hawk Moreno, un "Doc" già formato e con caratteristiche caratteriali molto dissimili da quelle di Mead. Entrambi si imbatteranno in una avventura spazio-temporale dalle incredibili sfumature, a volte anche esilaranti, ma con un finale veramente imprevedibile.
D: Com'è nata l'idea? E come l'avete sviluppata?
R: Mi trovavo in macchina con Fabrizio Buzi, il mio aiuto regista, viaggiavamo sulla S.S. Pontina verso Roma, quando un auto della polizia ci ha superato a grande velocità, di seguito è sfrecciata un'ambulanza, ci siamo chiesti cosa fosse successo, quando abbiamo dato una spiegazione assurda... allegorica direi, l'ambulanza (la cura) inseguiva la polizia (la giustizia), ci siamo chiesti perchè non istituiscano un corpo speciale che contenga entrambi, Fabrizio sorridendo ha bofonchiato: "si...la Doc Justice!" "puoi ripetere per favore?", ho replicato, e da li è nata un'idea.
Abbiamo scritto il soggetto steso un trattamento e di seguito la sceneggiatura. Durante le riprese i dialoghi vengono seguiti rigidamente ma gli attori enfatizzano i caratteri studiati con una certa libertà.
D: Riguardo al telefilm pilota quanto durano le riprese di un progetto come il vostro? Quanto spazio date agli effetti speciali nel contesto della storia?
R: Tutto è in fase di costruzione, ma il telefilm deve essere pronto entro due mesi. Gli effetti speciali oramai si possono chiamare "ordinari" per l'abuso che se ne fa, ma per raccontare una storia come "La Prova" non si poteva fare a meno degli FX digitali. Il Telefilm di fatto, apre con una giostra di effetti bidimensionali e tridimensionali, integrazioni di personaggi digitali in computer compositing, un largo uso di riprese in croma e qualche esplosione in alpha channel.
D: Con che tipo di hardware e software lavorate? Su che supporto girate le scene?
R: Stiamo girando in formato digitale DV, riprocessando poi i colori con il CINEON per una resa cromatica più simile a quella della pellicola. La puntata pilota è girata con una telecamera DV consumer della Sony, la Videoprod è in possesso anche di telecamere Prosumer, che in questo caso, attendono una eventuale prima puntata.
Per quello che riguarda l'hardware utilizziamo piattaforme Macintosh, con a bordo un HD da 27 giga ultraWSCSI, una scheda di cattura video della Pinnacle, la mirò motion dc30. Come software di editing video utilizziamo Première della Adobe. Alesis Roland e tascam ci aiutano per gestire gli input audio.
D: Come organizzate il vostro lavoro tra materiale girato e montaggio? Ci puoi dire qualcosa sulla colonna sonora?
R: Normalmente il girato è circa tre volte il montato, questo dipende molto dagli attori e dal loro stato, ma anche dalla mia concentrazione e quella del mio staff.
La colonna sonora, intendo musiche ed effetti, sono fondamentali per la riuscita di una rappresentazione video, una buona esecuzione di essi può esaltare il prodotto, una cattiva potrebbe distruggerne l'opera. Le colonne sonore sono originali o comunque suoni free presi dal soundcube, l'impostazione è narrativa ma accattivante, per una "pilota" non abbiamo scomodato orchestre.
D: Parlaci degli attori e dei loro ruoli, il criterio di scelta e le loro esperienze
R: "Doc Justice" vede due personaggi che vivono in una realtà futuristica, avevo dunque bisogno di attori che amassero la fantasia e non avessero bisogno di riferimenti reali, con capacità di identificazione tramite "modello inventato" piuttosto che "personaggi prelevabili dalla storia". Ciò nonostante, si presentò il problema di trovare queste caratteristiche in due attori che avessero uno stile recitativo ed una gestualità completamente diverso, così come diversi dovevano essere fisicamente.
Con Alex Iaco nessun problema, è un talento nato: un fuoriclasse! Un attore ancora molto giovane, ma che presenta una grossa duttilità, un pregio fondamentale per chi recita. Gli ho detto che doveva interpretare un ragazzo scanzonato e pieno di brio, ma allo stesso tempo che celasse un temperamento maturo, difficile da capire. Beh, lui lo ha capito.
Alex Iaco ha fatto molta televisione, ama esibirsi, è il cosiddetto "animale da palcoscenico", l'unico suo limite forse è l'aspetto fisico, troppo specifico per l'interpretazione di personaggi "bellocci", alla Di Caprio o Pitt per intenderci, ma con un pò di trucco all'occorrenza, ha dato prova di riuscire a rappresentare qualunque interpretazione. Gli altri sono attori (fatta eccezione per Anna Shatner) non professionisti e con poca esperienza, nonostante ciò debbo congratularmi con loro che sino ad ora hanno dimostrato un talento innato.
D: Leggendo gli accenni fatti sembra che la trama sia ispirata a "Judge Dredd", è solo uno spunto per una storia totalmente diversa?
R: E' stato definito "Piccolo Dredd Italiano" da una recensione fatta dal "Corriere della Fantascienza", a dire il vero non trovo alcuna affinità con esso pur non sdegnando ne il film ne il fumetto dal quale è stato tratto.
Ci si rende conto che alcune citazioni involontarie emergono dallo stile narrativo o dalla storia stessa, se proprio vogliamo sbilanciarci per similitudini, ho riscontrato delle attinenze con Terminator e Matrix.
D: Avete già dei contatti con possibili acquirenti? Saranno prodotti altri episodi? Il telefilm sarà presentato a qualche festival? Farete come in USA dove esaminano le reazioni del pubblico durante la visione per vedere cosa modificare nel pilota e se piacerà la serie che se ne può trarre? Che target di pubblico avete?
R: Abbiamo dei contatti con alcuni "addetti ai lavori", ma contiamo sulla proiezione ufficiale che terremo a Roma (data da destinarsi), dove sperimenteremo sia la reazione degli spettatori sia la possibilità di interesse da parte di alcuni "ospiti" per la realizzazione del telefilm, mi riferisco ad una coproduzione. Il telefilm come puntata zero sarà sottoposto alla visione dei maggiori festival di cortometraggi a tema, a questo proposito vi chiedo di visitare il nostro sito e di tenere d'occhio le doc news.
La fascia di pubblico che dovremo coinvolgere di più è quella dagli 11 ai 30 anni e se scopro che un 31enne si è azzardato a dare solo una sbirciatina; beh allora sono guai!
Nel ringraziare Fabio per le risposte notiamo come non si sia scomposto per le nostre domande a raffica, evidentemente anche il regista fruisce dell'allenamento di un "Doc Justice".
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