Ottobre 2000

Germania I diritti sanciti per i cittadini della Comunità Europea valgono per tutti e dappertutto?
ESPULSO DALLA GERMANIA PERCHÈ DISOCCUPATO
Cosa è successo? Cosa fanno le istituzioni italiane di fronte di una palese ingiustizia?

  Alcuni giorni fa a Friburgo, in Germania, un immigrato Siciliano e' stato prelevato alle cinque del mattino da un cellulare e tre volanti della polizia. Gli agenti hanno svegliato lui, la moglie (che alcune fonti indicano in stato interessante) e i quattro figli (di età compresa tra i nove mesi e i 14 anni), li hanno obbligati a fare la valigia, quindi sono stati condotti all'aeroporto di Stoccarda dove, dopo essere stati spogliati e perquisiti, sono stati imbarcati su un aereo diretto a Milano. I loro passaporti sono stati consegnati ad una hostess ordinandole di restituirli alla famiglia solo ed esclusivamente dopo lo sbarco in Italia.
  Qual'era la colpa di quella famiglia? Cosa avevano fatto di cosi' grave? Cosa aveva motivato l'espulsione ed un trattamento che in Italia si riserva a pochissimi criminali?
  La loro colpa era che il capofamiglia, in seguito ad un infortunio, aveva perso il lavoro due anni prima e, grazie ai contributi versati, aveva vissuto con il sussidio di disoccupazione in attesa di trovarne uno nuovo.
  Allo scadere di questo sussidio la legge impone di dare un assegno di sussistenza (Sozialhilfe) di circa un milione e centomila lire più alcune integrazioni per i figli e la casa, a coloro che con il loro lavoro hanno pagato alle casse dello Stato tasse e contributi.
  Ma in spregio alla stessa legge tedesca le autorità del Land Baden-Wuerttemberg hanno deciso di cacciare l'intera famiglia che non produceva più reddito per la Germania e sfruttava invece le somme che ogni lavoratore versa dal suo stipendio alle casse erariali.
  La polizia del Land dopo avergli consegnato un illegale provvedimento di espulsione entro il 15 aprile scorso (al quale l'operaio si era opposto) e' stata mandata a cacciare con la forza la famiglia. Il padrone di casa Tedesco ha pensato fosse giusto appropriarsi dei mobili, del televisore, degli elettrodomestici e tutto quanto potesse servirgli, rubandolo dall'appartamento degli espulsi visto che agli ex-affittuari è vietato per sempre il rientro in Germania.
Maus di Art Spiegelman   Si avvertono delle analogie con le leggi del III Reich che permettevano la deportazione degli Ebrei e il saccheggio delle loro proprietà, non sappiamo cosa facciano le autorità tedesche agli immigrati che vanno in pensione ma per analogia col caso esaminato pensiamo alle peggiori pratiche naziste, attuate nei campi di concentramento, durante la seconda guerra mondiale.
  Bruno Zoratto, membro del COMITES (COMitato ITaliani all'EStero) e rappresentante degli Italiani della circoscrizione consolare di Stoccarda ha scritto una lettera di protesta al ministro-presidente del Baden-Wuerttemberg (il cristianodemocratico Erwin Teufel) denunciando il fatto.
  Nella comunità Europea i Tedeschi, disubbidendo ad una legge comunitaria, espellono a loro piacere gli Italiani che perdono il lavoro. La Commissione Europea di Bruxelles ha aperto nei confronti della Germania un procedimento per infrazione in seguito alle numerose espulsioni di cittadini italiani, ma c'e' da sottolineare che i nostri connazionali non vengono informati dei loro diritti (possono chiedere un permesso di soggiorno illimitato invece di permessi quinquennali, questo rende più difficile l'espulsione).
  I rappresentanti del partito dei Verdi del Baden-Wuerttemberg hanno presentato una richiesta di spiegazioni sul caso al governo del Land per il prossimo 25 ottobre. Mentre il prossimo disoccupato Italiano da espellere è Francesco Vidimar al quale le autorità di Stoccarda hanno intimato di lasciare il paese. Infatti l'Ufficio per l'ordine pubblico cittadino locale gli ha scritto "percepisce da lungo tempo un sussidio continuo per il suo sostentamento; per tale ragione non rientra più nella normativa sulla libertà di circolazione della legge sul soggiorno CEE, ma è soggetto alle norme generali della legge sugli stranieri".
  Ma in Italia? Cosa si è fatto in Italia per quella famiglia? E per tutte le altre persone che rischiano l'espulsione?
  Qualche riga sui giornali (non su tutti), il silenzio delle emittenti televisive principali, non un interrogazione parlamentare o una denuncia.
  Solo una fondazione, L'Altra Sicilia ha denunciato il caso con tutte le sue forze, parlando del privilegio di essere extracomunitari in Italia rapportato all'indifferenza nei confronti di nostri conterranei all'estero.
  La fondazione nel pieno dei suoi diritti ha presentato un ricorso al cancelliere Schroeder, al Parlamento e alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Non sappiamo come si concluderà la vicenda ma anche noi di MorganaWeb abbiamo protestato inviando una lettera al console Sergio Martes del Consolato di Friburgo (Brisgovia) ricevendo il seguente messaggio:

Gentili Signori,
ho letto con interesse tutte le Vostre lettere riguardanti il caso della famiglia siciliana espulsa.
  A titolo di completezza, desidero informarVi sul fatto che il Consolato di Friburgo, non appena interessato al caso - ovvero ancor prima che apparisse sulla stampa -, é immediatamente intervenuto, e che il caso stesso puó ormai considerarsi in via di superamento.
  Considero importante a questo riguardo segnalare che prevenzione e monitoraggio dei casi di espulsione dalla Germania sono fra le attivitá di piú intenso attuale impegno da parte del Ministero, anche attraverso la rete diplomatico-consolare.
  A seguito della visita a Stoccarda del Sottosegretario On. Danieli si é inoltre decisa l´istituzione di un Gruppo di lavoro fra Italia e Baden-Württemberg per trovare soluzioni concrete alla questione, e detto Gruppo si riunirá in seconda sessione, come da tempo previsto, il prossimo 20 Ottobre a Stoccarda.

Con i piú cordiali saluti,
Il Console
Sergio Martes

  Naturalmente questa lettera non pone fine alla questione degli Italiani "a rischio" di espulsione sulla base di diritti arbitrari e contrari alle leggi Comunitarie. Invitiamo tutti a spedire lettere di civile ma vibrata protesta all'Ambasciatatore Enzo Antonio Perlot dell'Ambasciata d'Italia di Berlino, al Ministero degli Esteri Italiano e al console Sergio Martes del Consolato di Friburgo (Brisgovia).
  Dalla fondazione L'Altra Sicilia abbiamo ricevuto anche il seguente comunicato stampa sull'attività dell'Assemblea Regionale Siciliana che pubblichiamo integralmente ritenendolo completo e autoesplicativo.
(19 ottobre 2000)

REPUBBLICA ITALIANA

ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

ORDINE DEL GIORNO

L'Assemblea Regionale Siciliana

- Premesso che:

  • una famiglia di emigranti siciliani, composta da padre, madre e quattro figli, di età compresa tra i nove mesi ed i 14 anni, è stata espulsa dalla Germania;
  • tale espulsione è avvenuta con una procedura degna dei peggiori criminali: prelevati alle 5 di mattina nella loro abitazione, sono stati meticolosamente perquisiti, bambini compresi, e caricati sul primo aereo in partenza per l'Italia;
  • il motivo di tale espulsione da parte delle autorità di polizia tedesche va ricercato nella paura che la famiglia, rimasta senza sostentamento in quanto il capofamiglia aveva perso il proprio lavoro a causa di un infortunio, avrebbe potuto richiedere il sussidio di indigenza riservato, oltre che ai tedeschi, anche agli emigranti ed extracomunitari che arrivano in Germania.

    - Considerato che:

  • sia il Governo nazionale che i funzionari consolari nulla hanno fatto per protestare presso le autorità tedesche per un simile comportamento che viola apertamente le più elementari norme dei diritti dell'uomo, oltre che a rifocillare i rigurgiti di xenofobia che ultimamente hanno visto protagonisti i Lands tedeschi;
  • una sola organizzazione, la Fondazione "L'Altra Sicilia", si è attivata per denunciare questo caso, mentre le pseudo-organizzazioni umanitarie di casa nostra, sempre in prima fila per proteggere e difendere i popoli del mondo, lontani da noi anni luce sia come civiltà che come distanza chilometrica, sottomessi "dagli oppressori capitalisti", non si sono degnate neanche di redigere un semplicissimo comunicato stampa di protesta.

    - Tenuto conto che:

  • questo è il prezzo che paghiamo alla politica estera portata avanti dalla nostra classe dirigente: essere al servizio di quei poteri che vogliono la fine dell'Occidente, garanti di una vera e propria invasione islamica e anticattolica che si sta compiendo in Europa, il tutto con la scusa della sempre comoda dottrina dei diritti dell'uomo;
  • ancor oggi definirsi "siciliani" per i nostri emigranti può voler significare essere etichettati come emigranti di serie B, meritevoli solo di essere additati, in caso di bisogno, come scrocconi e truffaldini, degni quindi di essere buttati fuori con un calcio nel sedere;
  • le autorità tedesche, evidentemente autorizzate dal vergognoso silenzio di Roma, hanno deciso di applicare il pugno di ferro solo con una particolare categoria di emigranti, proprio quelli che con il loro sudore, le loro lacrime, il loro dolore e, molto spesso, con la loro vita, hanno permesso alla Germania di diventare una superpotenza mondiale dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale.

    - Visto che:

  • la Sicilia è costretta da leggi nazionali a spendere decine di miliardi per costruire centri di accoglienza per extracomunitari;
  • le organizzazioni umanitarie siciliane non hanno altro da fare che difendere le richieste dei nomadi residenti nella nostra Isola, grandi e, soprattutto, onesti lavoratori;
  • alcuni sindaci siciliani ritengono più consono al loro spirito internazionale, elargire cittadinanze a criminali di mezzo mondo, dimenticando che forse sarebbe più logico, oltre che dignitoso, spendere qualche parola in più nel difendere i propri fratelli sparsi nel mondo.

    - IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

  • ad intraprendere tutte le iniziative possibili presso il Governo nazionale e presso la Cancelleria della Repubblica di Germania per tutelare i diritti sacrosanti di questa famiglia siciliana;
  • a manifestare le più vibranti proteste nei confronti sia di quelle autorità tedesche che hanno autorizzato un simile comportamento e sia nei confronti delle autorità consolari italiane in Germania che, con il loro vergognoso silenzio, hanno permesso tutto questo;
  • a stringersi attorno a questa sfortunata famiglia, trovando loro una degna sistemazione nella nostra terra ed un lavoro al capofamiglia che gli permetta di continuare a vivere con quella dignità che, fuori dalla Sicilia, hanno calpestato con vile brutalità.

    STANCANELLI, BRIGUGLIO, CATANOSO, LA GRUA, RICOTTA, SCALIA, SEMINARA, SOTTOSANTI, STRANO, TRICOLI, VIRZÌ
  • Bandiera della Comunità Europea   Il Parlamento europeo attribuisce una grande importanza all'elaborazione di una Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la cui redazione è stata affidata dal Consiglio europeo di Colonia a una Convenzione formata dai rappresentanti personali dei quindici esecutivi nazionali, da trenta deputati nazionali, da sedici deputati europei e dalla Commissione; la Corte di giustizia e il Consiglio d'Europa partecipano in qualità di osservatori.
      La Risoluzione del Parlamento europeo sulla relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo relativa all'applicazione delle direttive 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE (diritto di soggiorno) e sulla comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo relativa ai provvedimenti speciali in tema di circolazione e residenza dei cittadini dell'Unione giustificati da motivi di ordine pubblico, pubblica sicurezza e sanità pubblica (COM(1999) 127, COM(1999) 372 - C5-0177/1999, C5-0178/1999 - 1999/2157(COS)) invita gli Stati membri (oltre a proteggere e tutelare il lavoratore comunitario) a consentire ai lavoratori comunitari disoccupati di ottenere la proroga del diritto di soggiorno durante il periodo in cui usufruiscono del versamento dei sussidi di disoccupazione acquisiti nel paese interessato (art.17).
      Il Parlamento europeo protegge i diritti dei cittadini e dei lavoratori comunitari, quindi la storia avvenuta a Friburgo è ancora più grave.

    MorganaWeb vi invita a protestare contro simili trattamenti contrari alle leggi Comunitarie e palesemente razzisti.

      Invia una cartolina virtuale all'ambasciatore Enzo Antonio Perlot dell'Ambasciata d'Italia di Berlino, al Ministero degli Esteri Italiano e al console Sergio Martes del Consolato di Friburgo (Brisgovia).
      All'ambasciatore Enzo Antonio Perlot.
    Per Conoscenza: Ufficio Relazioni col Pubblico del Ministero degli Esteri
    Per Conoscenza: Console Enzo Martes del Consolato di Friburgo

       Egregio Ambasciatore,

      sono un cittadino italiano preoccupato dal fatto che in un Paese della Comunità Europea si proceda ad "espulsioni facili" nei confronti di miei connazionali.
      Vorrei esprimere tutto il mio disappunto e una vibrata protesta nei confronti di chi tratta degli onesti padri di famiglia da pericolosi criminali e spero che possiate fare qualcosa (anche in base alle leggi Europee) per tutti gli Italiani, a rischio e non, che lavorano in Germania e nelle zone di competenza del vostro consolato.
      Sono certo che vogliate esercitare tutta la necessaria attenzione del caso ad una vicenda che, purtroppo, non ha ottenuto abbastanza eco nel nostro Paese. Spero di non venire a conoscenza di altri episodi simili che, oltre che umilianti per chi li subisce, infamano sia chi li esegue che chi li tollera.

      Cordiali Saluti


    (invio per E-mail)

    All'ambasciatore Enzo Antonio Perlot

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