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08/10/00 01:41
SICILIA, REVOCATO BLOCCO TIR; Intesa dopo un confronto serrato
ACICASTELLO - E' stato revocato il blocco dei tir in Sicilia. Il confronto all'interno dell'Associazione imprese autotrasportatori siciliani e' stato serrato. Il presidente Richichi aveva proposto ieri sera di sospendere i blocchi stradali nell'isola, ma l'ipotesi non era piaciuta ai membri dell'assemblea regionale Aias. Nelle prime ore di oggi trovata l'intesa.
(ANSA)
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Le ragioni di un gesto
FINE DELLO SCIOPERO DEGLI AUTOTRASPORTATORI SICILIANI
Dopo vari giorni di blocco si è giunti ad un accordo
Dopo otto giorni in cui il blocco dei camion ha messo in ginocchio la Sicilia provocando gravi disagi (come la mancanza di carburante, l'impossibilità di far viaggiare le merci deperibili e di approvvigionamento per i negozi) poche righe dell'ANSA dichiarano la fine dell'agitazione.
Ma che agitazione era? Cosa volevano gli scioperanti? Perchè scioperavano e cosa hanno ottenuto?
Sono domande lecite che però non hanno avuto risposta tramite i giornali o i telegiornali nazionali, al limite si sentiva parlare di una protesta contro il "caro-gasolio" quando la vicenda è più complessa; sembra quasi che una "cortina del silenzio" si sia abbattuta sui fatti Siciliani rendendoli lontani e oscuri per chi non li viva in prima persona. Persino il comunicato ufficiale ANSA sulla fine del blocco non spiega nulla se non che uno sciopero è finito.
Ma chi vive di trasporti in Sicilia sa bene quanto costi portare le merci in un mercato nazionale, i pedaggi autostradali e delle navi rendono cari i prodotti siciliani inoltre il caro-benzina da l'ultimo colpo di grazia ai trasporti e all'economia produttiva.
Qualcuno potrebbe obiettare che la benzina costa in maniera uguale per tutti, ma in realtà in Sicilia ci sono la maggior parte dei pozzi di petrolio attivi in Italia (dai quali la regione prende un 7% dei dividendi) e si raffina oltre il 50% di tutto il petrolio necessario al fabbisogno Italiano (Raffinerie di Milazzo, Augusta, Gela, Priolo etc., ma altre fonti danno valori tra il 40 e il 60%) senza avere un ritorno per quest'attività altamente inquinante e dannosa alla salute.
Altre regioni (come la Val d'Aosta) hanno dei prezzi ridotti per i carburanti, la Sicilia no! E ci si chiede come mai la benzina che nell'isola non ha sovrapprezzi eccessivi dovuti al trasporto (essendo prodotta e raffinata in loco) costi quanto la stessa merce spedita a Trento contravvenendo così alle leggi di mercato e al buon senso. Dalla Regione Siciliana ci sono state varie proposte, basate su queste semplici considerazioni, al Governo di defiscalizzare in parte il costo dei carburanti ma l'autorità centrale non ha mai voluto prendere in considerazione l'idea.
Per adesso il blocco è stato sospeso con la promessa del governo di intervenire per abbassare i costi di alcune categorie (non tutte, i pescatori continueranno ad avere le stesse spese di prima) ma i problemi e i dubbi rimangono nell'indifferenza di tanti che non comprendono, forse per la politica di scarsa informazione attuata dai mass media, i motivi dello sciopero.
Per saperne di più
Comunicati stampa dell'AGenzia Italia
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