Novembre 2000

Panorama e quelle accuse molto vaghe
Risposta all'articolo di Panorama "Minniti e quel favore molto Stretto"

 Il 18 novembre 2000 Panorama pubblica un articolo di Francesca Folda (e il calendario di Manuela Arcuri che indubbiamente aiuta ad aumentare le vendite) contenente copia delle intercettazioni telefoniche, eseguite tra il 30 luglio 1999 e l'8 agosto dello stesso anno, del cellulare di Paolo Pollichieni, giornalista della Gazzetta del Sud ora agli arresti domiciliari per associazione a delinquere legata alla gestione degli appalti dell'azienda ospedaliera.
 Le intercettazioni riportate riguardano Nino Calarco (presidente della Società "Stretto di Messina" e direttore della Gazzetta del Sud) e l'ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Marco Minniti che si parlarono col cellulare di Pollichieni.
 Durante queste due telefonate Calarco chiedeva (neanche troppo velatamente) 4 o 5 miliardi che il governo doveva inserire nella finanziaria a favore della società "Stretto di Messina".
 Fermo restando che solo l'autorità giudiziaria potrà stabilire l'eventuale reato compiuto dai due, cerchiamo di spiegare cosa l'articolo di Panorama non spiega.  Calarco in quelle telefonate chiede i soldi per pagare gli Advisor sulla fattibilità del ponte che furono voluti e richiesti dal governo e che da lui dovrebbero essere pagati. Calarco li chiede al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel governo D'Alema visto che il presidente della Società (a partecipazione Statale) è nominato, e dipende, dal capo del Governo. Questo semplice fatto che spiegherebbe le telefonate non viene citato in un articolo che accomuna persone arrestate per altri motivi (associazione a delinquere, truffa ai danni di un sequestrato, concussione e omicidi di 'ndrangheta) a Calarco.
 La storia degli Advisor parte nel Febbraio 1999 in seguito della decisione del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) di ricorrere ad essi per la verifica (attesa dal 1991) del progetto di massima del ponte.
 Nel Maggio 1999 il CIPE delibera perché vengano indette due procedure ad evidenza pubblica sul progetto del ponte: la prima "per la definizione degli aspetti tecnici delle problematiche territoriali, ambientali, sociali, economiche e finanziarie del progetto di massima approvato" e la seconda "per approfondimenti su aspetti tecnici di carattere specialistico", nel Luglio dello stesso anno Il Ministro dei Lavori Pubblici Enrico Micheli conferma che in tempi brevi sarà varato il bando di gara per la scelta dei due Advisor per la valutazione del progetto del ponte, questi dovranno esaminare il progetto sia sotto l'aspetto tecnico sia sotto il profilo economico e "dovranno eventualmente proporre alternative percorribili per collegare in modo stabile la Sicilia al Continente".
 Il 1° Settembre 1999 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici inerente i criteri di redazione dei bandi di gara per la individuazione degli Advisor che forniranno al Governo gli elementi per la decisione definitiva sulla realizzazione dell'opera. Il decreto indica che nei bandi di gara dovranno essere inclusi "il contenuto degli incarichi, le modalità di espletamento dei medesimi, l'importo da porre a base di appalto, i requisiti di qualificazione di cui debbono risultare in possesso i soggetti che intendano partecipare alle gare, i criteri di aggiudicazione, i tempi massimi di espletamento degli incarichi, le fonti di copertura finanziaria dell'onere relativo".
 I due bandi vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale il 20 Ottobre 1999; il primo Bando di gara, in ambito CEE, riguarda "l'affidamento dell'appalto pubblico dei servizi di consulenza tecnica per approfondimenti su aspetti tecnici di carattere specialistico del progetto di massima del Ponte sullo stretto di Messina, segnalati nel voto del Consiglio superiore dei lavori pubblici n. 220 del 10 ottobre 1997". L'importo a base di gara è di L. 1.660.000.000 pari a Euro 857.318, IVA esclusa. Questa gara viene vinta il 12 Gennaio 2000 dalla Parsons Transportation Group di Washington con la controllata Steinman di New York.
 Il secondo Bando di gara riguarda "l'affidamento dei servizi per la definizione degli aspetti tecnici delle problematiche territoriali, ambientali, sociali, economiche e finanziarie del progetto di massima del ponte sullo stretto di Messina, approvato con voto n. 220/1997 del Consiglio superiore dei lavori pubblici, relativo ad un ponte sospeso a campata unica di 3.300 metri […] e per la valutazione con riguardo ai predetti aspetti, di altre possibili configurazioni delle comunicazioni tra la Sicilia e il Continente idonee a garantire il massimo sviluppo potenziale delle economie delle regioni interessate". L'importo a base di gara è di L. 4.150.000.000 pari a Euro 2.143.296, IVA esclusa. Questa gara viene vinta il 20 Dicembre 1999 dal Certet dell'Università Bocconi e la Coopers & Lybrand, insieme a Pricewaterhouse Coopers, Sic e Sintra.
 E adesso la domanda fondamentele per delle gare volute dallo Stato, su certificazioni richieste dallo Stato, chi deve pagare?
 Calarco non ha abbastanza soldi in cassa per pagare gli Advisor (che non hanno ancora consegnato il loro lavoro), allora comincia a mandare Fax per reperire i fondi. Tra l'altro ne manda anche al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Minniti, al ministro del Tesoro Amato, al Presidente del Consiglio D'Alema, al ministro dei Lavori Pubblici Micheli.
 Questi sono Fax pubblici mandati dalla Società "Stretto di Messina", arrivati agli uffici dei ministri e regolarmente protocollati (e non sono telefonate intercettate che lette nel loro testo integrale e nel loro contesto non dimostrano una connivenza mafiosa di nessun genere), nei quali Calarco chiede (alle volte quasi elemosinando) i soldi per pagare gli Advisor;.
 Ma perchè Calarco chiede i soldi al Governo? È il presidente della società, la società è stata creata dallo Stato per costruire il ponte e dovrebbe avere dei suoi fondi...
 Lo fa per due motivi:
  1° la lungaggine è stata voluta dallo Stato e i bandi sono redatti da esso con compensi stabiliti da tecnici del governo. La finalità dello studio fatto dagli Advisor (in contraddittorio) è un ulteriore controllo dopo i trent'anni di progetti, bandi di gara, analisi tecniche, progetti di massima, studi di impatti ambientali e tonnellate di documenti che la società ha dovuto produrre per poter eseguire il compito per il quale è stata creata nel 1981.
  2° la società è al 51% dell'IRI, le ferrovie dello Stato e l'ANAS ne detengono il 24.50% in parti uguali mentre il restante 24.50% appartiene alle Regioni Sicilia e Calabria in parti uguali.
 Ora, Calarco da dove deve tirare fuori i quasi 6 miliardi per pagare gli Advisor?
 Ammettendo che tutti paghino la loro parte lui non deve tirare fuori una lira (d'altra parte lui non percepisce l'indennità di carica che gli spetterebbe), ma mentre la Regione Sicilia e Calabria (Il presidente della Giunta regionale calabrese Chiaravalloti addirittura vorrebbe rilevare il 51% dell'IRI e costruire il ponte con i soldi offerti dai Giapponesi della Mitsubishi Heavy Industries LTD pur di avere finalmente il manufatto) sono disposti a deliberare per trovare la loro parte di soldi per pagare dei tecnici (che alla domanda posta dal Governo "Che alternative percorribili ci sono per unire la Sicilia al continente?" non avranno potuto rispondere altro che "Il ponte sullo stretto o le navi già esistenti, sconsigliamo un tunnel sotto lo stretto a causa delle caratteristiche sismiche della zona") la somma rimanente (75.50%) dovrebbe essere pagata da Società controllate dallo Stato che non tirano fuori una lira senza una legge finanziaria. Finanziaria che nel '99 ha ignorato il problema di pagare gli Advisor e che Calarco sollecitava.
 Ed ecco che Calarco chiede i soldi a Minniti, Micheli, D'Alema, Amato ...e se avesse avuto il numero di Fax (e fosse servito) avrebbe mandato messaggi anche a Kofi Annan all'ONU perchè vuole risolvere la vicenda "Advisor" e lasciare la carica (dichiarazione del Marzo 1998 al quotidiano Repubblica).
 In sostanza Calarco potrebbe essere stato gettato in mezzo a questa vicenda senza averne colpa, se sia stato fatto intenzionalmente (e da chi) se lo chiede anche il segretario regionale calabrese dei Ds Nuccio Iovene che nota come sia tirato per i capelli l'accostamento tra le telefonate e le inchieste sulla concussione tra mafia e sanità o le stesse e il Generale dei Carabinieri Delfino.
 Un ultima nota riguarda il pagamento degli Advisor: il 17 novembre 2000 (il giorno prima dell'articolo di Panorama) la Camera dava il via libera ad un contributo straordinario di due miliardi di lire per pagarli. Lo stanziamento viene concesso "come contributo straordinario per l'anno 2001" (in pratica passa come un elemosina fatta dallo Stato).
 Il Presidente della Repubblica Ciampi, durante la sua visita a Messina il 24 novembre di quest'anno, in un discorso sul ponte ha dichiarato "È il momento di arrivare ad una conclusione, a una scelta definitiva: non può essere una favola infinita. Se il ponte serve lo si faccia, o si dica con franchezza che l'opera non è adatta" e francamente nessuna persona di buon senso può dargli torto.

MorganaWeb (26/11/2000)

  • l'articolo originale di Panorama
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