Novembre 2000

Fondamentalismo islamico
Donne in Afghanistan
Un tragico scherzo, una situazione drammatica.
Brandeiss University

  "Grazie per l'attenzione Care compagne/compagni, amiche/cari amici, per favore non ignorate questo messaggio. Tratta di qualcosa che noi tutti, uomini e donne, dobbiamo affrontare..." Comincia così una lettera che parla dei maltrattamenti subiti dalle donne in Afghanistan.
  La lettera che descrive casi drammatici e maltrattamenti fa riflettere sulla condizione delle donne in alcuni paesi e prelude ad una petizione da compilare e rispedire ad un indirizzo una volta raggiunto un certo numero di firme.
  Ma andando a controllare l'indirizzo di e-mail si scopre che la Brandeis University alla quale bisogna spedire la lettera è vittima di uno scherzo a catena che le inonda le caselle postali dal 3 gennaio 1999 (se volete maggiori informazioni, si riportano anche altri scherzi fatti con lettere a catena ai danni di altri come l'Associazione per la ricerca sul cancro)
  Ciò nonostante la lettera descrive bene le condizioni delle donne in alcuni paesi e soprattutto in Afghanistan. Nell'agosto del 1999 il Segretario Generale della sottocommissione ONU per le minoranze a Ginevra ha redatto un rapporto di denuncia sulla situazione delle donne Afghane.
Le donne Afghane combattono contro il fondamentalismo   Il RAWA (Revolutionary Association of the Women of Afghanistan) è stato fondato nel 1977 come organizzazione politica a favore della democrazia e dei diritti delle donne, ha fatto parte della resistenza contro l'occupazione sovietica, e si distingue per le sue battaglie antifondamentaliste. Una delle sue fondatrici, Meena Keshwar Kamal, è stata assassinata nel 1985 a Quetta, in Pakistan, dove il RAWA ha tuttora sede. Dopo la caduta del regime filosovietico, il RAWA ha accentuato l'impegno contro l'integralismo dei Talibani, promuovendo anche iniziative educative, sanitarie e sociali tra i rifugiati in Pakistan.
  Nel loro sito si può leggere di maltrattamenti e privazioni subiti dalle donne Afghane, si può firmare una petizione di condanna del fondamentalismo Talibano e si possono vedere le foto che testimoniano come certe condizioni di vita e restrizioni portino le donne al suicidio. Si può leggere anche di come molte donne abbiano perso tutto nelle guerre e del fatto che il fanatismo Talibano (che vieta il lavoro alle donne) le obblighi alla prostituzione.
Esecuzione pubblica di una donna Afghana ad opera dei Talibani   Nel sito di Amnesty International si può leggere "La Dichiarazione dell'ONU sull'Eliminazione della Violenza contro le Donne chiede: «[...] l'applicazione universale nei confronti delle donne dei principi relativi a uguaglianza, sicurezza, libertà, integrità e dignità di tutti gli esseri umani». Tuttavia, l'universalità dei diritti umani viene calpestata da quei governi che sostengono la subordinazione di tali diritti alla sicurezza nazionale, alla politica economica e alle tradizioni locali." riferito alla condizione generale delle donne.
  Purtroppo ci si ricorda della condizione della donna in alcune culture solo in occasione dell'otto marzo, ma le esecuzioni pubbliche delle donne Afghane avvengono anche tutti gli altri giorni dell'anno.

  Da leggere:

  • La lettera-denuncia sulla situazione delle donne Afghane
  • Chi sono i Talibani
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