Marzo 2001

Singolare vicenda di un appartenente al gruppo "Famiglie di Betlemme" dopo il fermo in piazza San Pietro
«Sei eretico», e ti togliamo la patente

In base al Codice della strada la sua condotta è immorale

Massimo Coppo   A Rocca Sant'Angelo di Petrignano, nei pressi di Assisi, ha sede la «comunità di preghiera e lavoro» "Famiglie di Betlemme", un piccolo gruppo monastico familiare che da venti anni vive in quei luoghi la sua vocazione profetica. Nel febbraio del 1994 il vescovo di Assisi Sergio Goretti pubblicò una "notifica vescovile" contro la comunità dichiarandola eretica, un provvedimento che ben si adatta all'architettura (ma non alle persone) di quella parte di Umbria incantevolmente fuori dal tempo, ma di difficile comprensione in un epoca in cui finalmente la chiesa ha ammesso il proprio errore nel minacciare di eresia Galileo per via della sua teoria in cui "La terra gira intorno al sole".
  Il 30 ottobre del 1998 Massimo Coppo (un cinquantenne facente parte della comunità) andò a Roma, vestito di tela da sacchi, per manifestare pacificamente contro il provvedimento vescovile con un cartello appeso al collo.
  Coppo fu subito notato e fermato, dagli agenti dell'Ispettorato di polizia presso il Vaticano, mentre camminava con al collo il cartello su cui era riportato la notifica di eresia fatta dal Vescovo nei confronti della Comunità "Famiglie di Betlemme". Resisi forse conto della pericolosità dell'eresia (che sicuramente emanava da un personaggio vestito come S.Francesco) portata in Vaticano, gli agenti gli consegnarono un foglio di via con rimpatrio obbligatorio al Comune di residenza, intimandogli di presentarsi alla Questura di Assisi e il vietandogli l'ingresso a Roma per un anno.
  Coppo presentò istanza di revoca del provvedimento al Questore di Roma Pagnozzi, spiegando che tra l'altro il provvedimento aveva solo il timbro del questore e non la sua firma. Ma le autorità, incuranti del vizio di forma, dopo quattro mesi fecero arrivare un ordine della Prefettura in cui gli revocavano la patente in base all'articolo 120 del codice della strada.
  L'articolo 120 prevede i casi di revoca della patente per carenza dei requisiti morali nei confronti di coloro che sono sottoposti a misure di prevenzione. Il foglio di via ricevuto subito dopo il fermo e la perquisizione quindi giustificavano il ritiro della patente.
  Coppo si trovò costretto a presentare un ulteriore ricorso al ministro dell'Interno (attraverso l'avvocato Marzio Modena), contro il ritiro della patente.
  La vicenda che può sembrare incredibile (un accusa di eresia da parte della Chiesa che rappresenta il Dio di cui Coppo è un fedele, un foglio di via e il ritiro della patente per mancanza di moralità) appare ancora più inquietante se si pensa che il protagonista fu fermato in Vaticano (e quindi al limite il divieto di ingresso sarebbe giustificato per lo stato estero del Vaticano, non per Roma) e contro di lui si accanì la giustizia Italiana.
  Infatti il Vaticano è a tutti gli effetti uno stato estero (per parallelo andando in Svizzera a protestare contro il segreto bancario che impedisce ai giudici di portare a termine alcune inchieste si dovrebbe ricevere il "foglio di Via" dal questore di Milano), lo stesso stato estero che invoca l'extraterritorialità per l'inquinamento elettromagnetico provocato da Radio Vaticana che colpisce gli abitanti di Roma Nord.
  Parte dell'assurda vicenda si è conclusa dopo due anni: infatti l'11 Dicembre 2000 è stata restituita la patente al signor Massimo Coppo, ma lui e la comunità "Famiglie di Betlemme" sono ancora considerate "eretici".
  E questo in un momento storico come l'attuale: un Papa visita una moschea avvicinando il cristianesimo alla religione mussulmana. E in precedenza, lo stesso Papa, ha riavvicinato il cristianesimo alla religione cristiano-ortodossa e alla religione ebraica.
  Evidentemente alcune "distanze" sono più "interessanti" di una piccola comunità...

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  • La notizia sul Sito ufficiale della IACA con servizio del TG5

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