Marzo 2001

8 Marzo 2001
Festa delle donne

La nascita della ricorrenza.

Mimosa di Rodolfo Bellatti - olio su tela 120 x 100   Nell'augurare a tutte le donne del mondo un sereno otto marzo vogliamo ricordare i motivi della scelta di questa data che nel calendario di tutto il mondo segna la "festa della donna".

  Nel 1910, a Copenaghen, durante la conferenza internazionale delle donne socialiste nella quale si discuteva sul diritto delle donne al voto, si parlò anche e soprattutto dell'emancipazione della donna.
  Questa giusta richiesta e obiettivo di lotta venne sancito con l'impegno ad una riunione annuale tra donne (l'otto marzo) nella quale si sarebbero confrontate le "conquiste" ottenute.
  La data ricordava l'otto marzo 1908, data nella quale migliaia di lavoratrici erano sfilate per le strade di New York con cartelli e striscioni per denunciare lo sfruttamento a cui erano sottoposte le operaie.
  Quella sfilata seguiva il rogo del giorno precedente: in una fabbrica tessile in sciopero 129 operaie erano state chiuse dentro dal proprietario e, a causa di un incendio di sospetta origine dolosa, 19 donne erano bruciate vive.
  Con la seguente riunione a Copenaghen (otto marzo 1913) si "ufficializzò" l'impegno alla riunione tra donne, di qualsiasi ceto, razza e religione, che solidarizzando tra loro traevano spunto e forza per potersi liberare dalle ignobili pastoie e prevaricazioni subite.
  Oggi l'otto marzo è ancora un occasione di riunione tra donne, e un dimostrare solidarietà e impegno comune, anche se non tutte le donne in tutti i paesi godono delle conquiste degli ultimi 90 anni. link utili:

  • Perchè otto marzo?
  • Donne in Afghanistan

  • 8 Marzo 2001
    Mimosa
    (Acacia dealbata)

    Mimose   Quando si dice festa delle donne, automaticamente si pensa alla Mimosa; un bellissimo fiore della famiglia delle acacie che è stato assunto a simbolo dell’otto marzo. Anche se quando ci sono donne da festeggiare, non solo la fronda dalle palline gialle, ma tutti i fiori sono d’obbligo.
      La mimosa è originaria del continente australiano. In Italia resistono bene nei climi temperati del centro sud, ma si possono coltivare anche sulle coste dei grandi laghi del nord ove possono beneficiare di temperature più miti. La coltivazione in altre zone deve essere effettuata in vaso o in serra.
      La pianta di mimosa può raggiungere anche grandezze considerevoli. Le foglie sono composte da tante foglioline poste perpendicolarmente alla nervatura principale. Alcune varietà non presentano le classiche foglie, ma hanno delle foglie trasformate che sono come dei rametti appiattiti che prendono il nome di filladi.
      L’infiorescenza è composta da un insieme di capolini globosi da cui si dipartono numerosi stami. La grande quantità di fiori conferisce a questa pianta un fascino tutto particolare.
      Il terreno ideale per la fioritura è quello tendenzialmente acido, con una buona struttura che assicura una buona umidità ma allo stesso tempo un buon drenaggio. Si consiglia di apportare sostanza organica (humus) periodicamente (una volta l’anno), è ciò sia la fine di garantire alla pianta l’apporto delle giuste sostanze nutritive che per migliorare la struttura del terreno. Le mimose che presentano filladi sono più resistenti ai terreni poco acidi.
      Il periodo migliore per la messa a dimora della mimosa è quello che va da ottobre a marzo. Nelle zone più fredde può essere coltivata in serra con l’accortezza di non far scendere la temperatura al di sotto degli 0 gradi. Il vaso deve essere cambiato circa ogni due anni. Si ricorda che il diametro del vaso non deve crescere eccessivamente, sia per un fattore estetico che per conservare una giusta proporzione tra l’apparato aereo e quello radicale.

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