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Greenpeace chiede agli stati europei di fermare i brevetti sulla vita

  Bruxelles/Monaco, 20 novembre 2000 - Questa mattina trenta attivisti di Greenpeace, vestiti come perfetti uomini di affari in completo grigio, ma con le teste ricoperte da maschere a forma di pecora, hanno chiesto che una delegazione dell'associazione accedesse come osservatore ai lavori della conferenza in corso. Altri attivisti hanno mostrato un grande striscione con la scritta "NO PATENTS ON LIFE" (NO AI BREVETTI SULLA VITA). Greenpeace ha chiesto ai rappresentanti degli Stati membri della Convenzione Europea dei Brevetti (EPC), riuniti a Monaco di Baviera, di esercitare la loro responsabilità morale e legale per fermare la pratica scandalosa della concessione di brevetti sulla vita (umana, animale e vegetale) rilasciati dal suo ente amminsitrativo, l'Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO).
  A dimostrazione del fatto che la brevettazione sulla vita è ormai diventata "operazione consueta" in Europa, Greenpeace ha scoperto un brevetto Europeo già concesso (380646), che riguarda embrioni che contengono cellule miste umane/animali. Questo brevetto è stato concesso dall'Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) ad una azienda Australiana, la Amrad, nel 1999.
  Il brevetto 380646 riguarda metodi per isolare e propagare cellule provenienti dagli embrioni umani ed animali dichiarando esplicitamente che "le cellule embrionali provengono da esseri umani, topi, uccelli, pecore, maiali, mucche, capre o pesci" da utilizzare per creare animali chimerici" (di specie miste).
  Il mese scorso, quando Greenpeace rese pubblica una richiesta di brevetto che riguardava embrioni umani/suini, l'EPO aveva dichiarato che un tale brevetto "non sarebbe stato mai concesso". Al momento di quella dichiarazione però il brevetto che Greenpeace ha scoperto oggi era già stato concesso da oltre un anno.
  "L'Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO), che in precedenza si occupava di procedure relative alla concessione di brevetti sulle invenzioni industriali, ha enormemente allargato le sue competenze occupandosi dei brevetti sulla vita. L'EPO tratta gli organi ed i geni umani ed animali - quando vengono isolati dagli organismi viventi - e anche le piante, come "materiale biologico" e quindi come invenzioni dell'uomo. Non è una sorpresa che i brevetti vengano concessi anche sugli embrioni di specie miste" ha dichiarato Fabrizio Fabbri di Greenpeace.
  Nel giugno 1999, l'EPO ha autonomamente deciso di allargare l'applicazione della Direttiva sui Brevetti Biotech dell'Unione Europea (98/44/EC), permettendo i brevetti sulla vita.
  Le informazioni raccolte da Greenpeace mostrano che dallo scorso anno l'EPO ha concesso diversi brevetti anche su semi e su varietà di piante, in palese contraddizione con la Convenzione sui Brevetti che li proibisce.
  "L'EPO ha superato illegalmente il mandato previsto dal suo trattato di fondazione, la Convenzione Europea dei Brevetti. È inaccettabile che l'EPO ignori i suoi stessi principi costitutivi e gli impatti negativi di questi brevetti sulla vita. La Conferenza Diplomatica degli Stati membri ha il potere legale e l'obbligo morale di annullare la decisione di allargare l'applicabilità della controversa Direttiva dell'UE, la quale viene ora criticata da molti stati Europei" ha concluso Fabbri.

Fonte: Greenpeace

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