Roma, 27 ottobre 2000 - Greenpeace oggi ha inviato una lettera ai ministri della Sanità, Umberto Veronesi e delle Politiche Agricole, Alfonso Pecoraro Scanio, chiedendo urgenti risposte in merito al rischio che anche nei prodotti in vendita in Italia possa essere finito una varietà di mais transgenico prodotto dalla compagnia francese Aventis che non ha ricevuto l'approvazione delle autorità statunitensi per il consumo umano.
La varietà, denominata Starlink, è stata bioingegnerizzata per produrre insetticidi endogeni ed ha ricevuto l'approvazione per la commercializzazione nel 1998 negli USA limitatamente ai mangimi animali. Le informazioni scientifiche, infatti, non furono ritenute sufficienti a scongiurare l'insorgenza di allergie nell'essere umano.
Lo scorso settembre, analisi effettuate su alcune cialde di mais della Taco Bell, sussidiaria della Kraft Foods, evidenziarono la presenza di Starlink nel prodotto alimentare. Precedenti analisi ne avevano già mostrato la presenza in alcune marche minori in vendita soprattutto nei supermercati a prezzi di convenienza.
Nuove analisi hanno evidenziato la presenza di Starlink nei tacos della Western Family in vendita negli USA e di alcuni prodotti alimentari in vendita in Giappone. Lo scandalo ha già portato diverse aziende alimentari a ritirare i propri prodotti a base di farina di mais* mentre da parte dell'Aventis e dell'associazione di categoria dei produttori alimentari e delle industrie sementiere si sta organizzando la contro offensiva.
La Aventis ha prodotto un rapporto di 75 pagine in cui si sostiene che "il mais Starlink non mostra segni che possano interagire negativamente con le persone che soffrono di allergie alimentari" e chiede all'Agenzia Ambientale Statunitense (USEPA) una moratoria temporanea al divieto d'uso di Starlink per l'alimentazione umana al fine di garantire lo smaltimento del prodotto già finito nel mercato.
Sulla stessa linea anche i produttori alimentari che chiedono alla Food and Drug Administration di dichiarare lo Starlink un contaminante inevitabile dal momento che è stato mescolato con molti altri tipi di mais e non è più praticamente possibile dividerlo dal resto.
"Lo scandalo dello Starlink scoppiato in USA e Giappone impone risposte immediate da parte delle autorità italiane competenti per verificarne la presenza nei prodotti in vendita nel nostro paese e per scongiurare il suo arrivo in forma di contaminante delle sementi importate dagli USA. Ci aspettiamo pertanto che il Ministro Veronesi voglia al più presto informare i consumatori su quanto sta facendo in merito" ha dichiarato Fabrizio Fabbri di Greenpeace.
Già la scorsa primavera in Veneto le sementi importate dagli USA e destinate alla semina in Italia contenevano mais transgenico in percentuali pari al 5,9% e le aziende sementiere non nascondono l'impossibilità di garantire l'assenza di OGM per l'elevato grado di contaminazione. L'introduzione di specie transgeniche non autorizzate in Europa è già stato al centro di scandali con l'importazione di cotone in Grecia e Spagna e con l'arrivo di colza geneticamente modificata e coltivata in Francia, Gran Bretagna, Olanda, Svezia e Germania.
"Questi esempi mostrano chiaramente che, nonostante la forte opposizione ai cibi transgenici da parte dei consumatori europei, una volta autorizzati alla commercializzazione è praticamente impossibile evitare il loro ingresso nelle filiere alimentari. è per questo motivo che le continue aperture politiche ai cibi transgenici, ultima delle quali al vino, rappresentano scelte irresponsabili che hanno come unico scopo quello di cedere alla lobby delle industrie biotech" ha concluso Fabbri.
Fonte: Greenpeace
* Il 22 settembre scorso la Kraft ha ritirato i Taco Bell, il 12 ottobre la Safeway ha ritirato i tacos a proprio marchio, il 12/13 ottobre la Western Family Foods ha ritirato le tortillas a marchio Western Family e Shur Fine, il 13 ottobre ritiro delle confezioni di farina di mais in vendita dalla messicana Azteca Milling, il 13 ottobre ritiro di tortillas, tacos e piadine tostate di mais della ditta Mission Food ritirati in 35 catene di negozi alimentari tra cui Albertson, Food Lion e Kroger, il 16 ottobre ritiro di due prodotti a marchio nei supermercati Shaw' in New England, il 20 ottobre la Tyson Food ha interrotto l'uso di Starlink anche nell'alimentazione dei suoi polli
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