Bruxelles, 13 luglio 2000 - Invece di adottare misure di forza contro le violazioni alle regole continuamente perpetrate da parte dell'industria biotech, la Commissione Europea fa un passo indietro e mette in discussione la moratoria sulle varianti geneticamente manipolate.
È da poco emerso che compagnie multinazionali come la Advanta continuano ad ignorare le leggi Europee in vigore in sui prodotti dell'ingegneria genetica, e continuano a vendere illegalmente granaglie transgeniche in Europa.
La minaccia Statunitense di portare il caso di fronte al WTO, rischia di far recedere la Commissione Europea. Secondo Greenpeace invece, chi dovrebbe essere citato sono proprio le compagnie, che non rispettano le leggi nazionali e gli accordi internazionali. La Commissione in questo modo mostra di premiare l'illegalità e punire i consumatori europei.
I rischi rappresentati dall'immissione nell'ambiente di piante geneticamente manipolate, non possono essere calcolati.
Greenpeace si appella agli Stati membri affinchè rifiutino la proposta della Commissione e mantengano la moratoria.
Greenpeace si appella anche al Consiglio Ambientale dell'Unione Europea, affinchè si attivi per una legislazione che includa quattro punti principali:
punibilità per le compagnia che violano la legge o che si rendono responsabili di danno ambientale o di contaminazione genetica
un efficace sistema di certificazione delle granaglie importate
un bando delle importazioni di grano e soia dai paesi con un alta probabilità di contaminazione genetica
proteggere il marchio di qualità dei prodotti europei e aprire la strada alla trasformazione dell'Europa in zona libera dai prodotti transgenici
Fonte: Greenpeace
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