Roma, 21 luglio 2000 - La nave ammiraglia di Greenpeace, la Rainbow Warrior è oggi entrata all'interno dell'area di mare interdetta di fronte alla città di Okinawa, dove sono cominciati i lavori del G8.
Dalla nave sono stati lanciati alcuni gommoni che hanno tentato di raggiungere la costa e di consegnare ai rappresentanti dei governi del G8, otto tronchi provenienti dalle foreste russe, per evidenziare quanto, a tutt'oggi, la pratica di disboscamento illegale nelle ultime foreste primarie di tutto il mondo sia diffusa e distruttiva.
I tronchi consegnati, di quercia e di frassino, provengono dalla regione russa di Primorsky, dove secondo le statistiche delle amministrazioni locali, l'80% del disboscamento è illegale.
Insieme ai tronchi, gli attivisti di Greenpeace hanno tentato di consegnare una lettera ai capi di governo del G8, esponendo le loro richieste. Ogni tronco è avvolto da una bandiera di ognuno dei Paesi del G8 insieme alla scritta "CRIMINE".
La Rainbow Warrior resterà a Okinawa per tutta la durata dei lavori del G8.
Al tempo stesso attivisti in Germania continuano a bloccare la nave Aegis che sta trasportando legno illegale proveniente dalle foreste africane. è più di 20 ore che gli attivisti si trovano sulle gru per impedire che qualsiasi altro carico possa raggiungere il mercato del legno in Germania.
Secondo Greenpeace, non c'è tempo da perdere. Ad oggi è presente solo il 2% delle foreste che originariamente ricoprivano la Terra. Un'area grande quanto un campo di pallone viene distrutto ogni due secondi.
Durante l'incontro dei Ministri del G8 della scorsa settimana, Greenpeace ha intercettato navi che trasportavano legno disboscato illegalmente in Russia, Giappone, Portogallo e Spagna.
Greenpeace è già intervenuta anche in Italia sul problema del disboscamento illegale. Il 6 aprile scorso alcuni attivisti nel porto di Vasto, erano saliti su grandi cataste di legname importate dalla Vasto Legno e provenienti dal Camerun. è notizia di ieri che alla compagnia di appoggio della Vasto Legno in Camerun, la Sefac, è stata ritirata l'autorizzazione alle operazioni di taglio da parte del governo camerunense.
Fonte: Greenpeace
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