Artico, 7 agosto 2000 - Oggi sei attivisti di Greenpeace hanno occupato il modulo prefabbricato del centro di controllo destinato al controverso progetto "Northstar" della BP mentre veniva trasportato su una chiatta verso il luogo di installazione sulla prima piattaforma petrolifera marina nell'Oceano artico. Se sarà permesso al progetto BP Northstar di andare avanti, si aggraverà la minaccia di riscaldamento globale che già è causa di scioglimento dei ghiacci nell artico.
Northstar rischia inoltre di favorire la costruzione di altre piattaforme petrolifere nel vulnerabile oceano artico. Gli attivisti di Greenpeace partiti dalla motonave Arctic Sunrise hanno occupato la chiatta lunga 130 metri subito dopo mezzanotte, ora locale. Hanno intenzione di costruire un punto di lavoro e di comunicazione, alimentato da energia solare ed eolica, all'interno della sala di controllo e delle cabine. BP deve fermare il progetto. è più costoso ostinarsi a estrarre petrolio che fermarsi ora. L'artico si sta riscaldando molto più velocemente che qualunque altra parte del pianeta e gli orsi polari e i trichechi danno segni di malnutrizione in quanto il ghiaccio, sciogliendosi, restringe i loro territori di caccia.
L'artico è in prima linea nella questione del riscaldamento globale.
L'area occidentale di questa regione si sta riscaldando dalle tre alle cinque volte più velocemente della media.mondiale. Il pack si è ridotto drammaticamente negli ultimi quarant'anni. Lo spessore si è ridotto di oltre il 40% e un'area grande quanto il Texas è scomparsa negli ultimi 20 anni.
I mammiferi marini sono in pericolo di vita in quanto il ghiaccio da cui si sostentano si sta sciogliendo.
Contrariamente alle frequenti affermazioni della BP riguardo al proprio impegno sulle variazioni climatiche, causate dal'utilizzo di combustibili fossili, la stessa BP ha recentemente annunciato di aver aumentato del 40% gli investimenti nel petrolio e nel gas. La compagnia, pur avendo strumentalmente promosso la divisione solare a garanzia della propria immagine, stanzierà investimenti 50 volte superiori nell'esplorazione e produzione di petrolio piuttosto che nell'energia pulita e innovabile.
L'occupazione di oggi del centro di controllo effettuata da Greenpeace giunge dopo un voto storico degli azionisti durante l'assemblea annuale in Aprile. Il 13% degli investitori della BP hanno votato a favore della risoluzione proposta da Greenpeace, di cancellare Northstar e per commutare il capitale investito nel progetto verso la controllata che promuove l'energia solare.
Fonte: Greenpeace
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