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  Roma, 30 agosto 2000 - Greenpeace chiede agli italiani di partecipare attivamente alla battaglia in difesa delle balene, inviando dal sito web (http://www.greenpeace.it) un fax o una e-mail all'ambasciata giapponese. Migliaia di persone in tutto il mondo stanno inviando messaggi di condanna per la cosiddetta caccia "scientifica" alla balena.

  Greenpeace chiede al Giappone di interrompere subito il proprio programma baleniero, annullare i permessi di caccia e richiamare in porto la propria flotta.
  Dall'inizio della stagione di caccia le baleniere giapponesi hanno catturato 27 grandi cetacei, tra cui un capodoglio e quatto balene di Brydes. Queste specie vengono cacciate per la prima volta da quando è entrata in vigore la moratoria della caccia alla balena, nel 1986.
  Le loro popolazioni erano state fortemente minacciate dalle operazioni di caccia, prima che la moratoria entrasse in vigore.

  "La comunità internazionale ha espresso da tempo la propria opposizione alla caccia alla balena mascherata da supposte finalità scientifiche". Ha commentato John Frizell, responsabile della campagna balene di Greenpeace International. "Quanto ancora il Giappone continuerà a sfidare l'opinione pubblica internazionale e a minacciare le misure internazionali di protezione ambientale?"

  La scorsa settimana a Tokyo i rappresentanti di 15 governi hanno chiesto al Giappone di porre fine al programma "scientifico" baleniero: Austria, Brasile, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Messico, Monaco, Nuova Zelanda, Olanda, Svezia, Svizzera e Stati Uniti. Appelli personali in tal senso sono stati inviati dal Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, del Primo Ministro britannico Tony Blair e dal premier neozelandese Helen Clark.

  Lo scorso luglio, anche la Commissione Baleniera Internazionale (IWC) tenutasi ad Adelaide, aveva espresso la propria opposizione al programma baleniero giapponese. Una risoluzione dai forti toni faceva notare come il comitato scientifico della IWC non avesse convalidato tale programma, e invitava il Giappone a non portare avanti tale programma.

  "Questa caccia alla balena non ha nulla a che vedere con la scienza, ma con il lucrativo mercato della carne di balena" ha aggiunto John Frizell.

  E difatti, la carne delle balene catturate sarà venduta come specialità gastronomica sul mercato giapponese. Sfruttando l'espediente giuridico della finalità scientifica, il Giappone cattura ogni anno oltre 500 balene. La decisione di estendere la caccia al Pacifico settentrionale sarebbe finalizzata alla raccolta di dati sul rapporto tra le balene e le loro prede. Si tratta però di una pretesa sconfessata dalla stessa Commissione Baleniera Internazionale.

Fonte: Greenpeace

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