nbsp; 19 settembre 2000 - Greenpeace ha accolto con soddisfazione la decisione del WTO, la quale riconosce che il bando francese dell'amianto non viola le regole del commercio internazionale.
Nel 1998 il Canada ha denunciato la Francia al WTO, a causa di un bando che da due anni vietava l'importazione di amianto, fibra isolante fortemente cancerogena. Il Canada ha ritenuto il divieto una limitazione al libero commercio, in grado di danneggiare fortemente l'industria dell'amianto canadese. Secondo il verdetto espresso dal WTO, il bando e' giustificato ai fini della tutela della salute ambientale ed umana.
Per Greenpeace si tratta di un importante primo passo nella giusta direzione, per la prima volta infatti il WTO riconosce la necessita' di limiti commerciali allo scopo di proteggere l'ambiente e la salute umana. Questa decisione rappresenta forse la prima risposta tangibile all'ondata di proteste degli ultimi mesi. Ma il WTO ha ancora bisogno di una profonda riforma, prima di potersi considerare 'ambientalista'.
E' ora attesa la sentenza del WTO sulla disputa commerciale che vede gli Stati Uniti schierati contro l'Europa per il divieto di importazione di bovini allevati con ormoni. Il conflitto nasconde pero' interessi assai piu' vasti: Stati Uniti e Canada lasciano intendere che le misure prese in Europa contro di cibi geneticamente manipolati non sono compatibili con le norme commerciali del WTO.
Fonte: Greenpeace
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