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GREENPEACE BLOCCA LO SCARICO A MARE DEI FANGHI TOSSICI NEL SANTUARIO DEI CETACEI
Livorno, 25 settembre - Questa mattina alle 9.30, quattro gommoni calati in mare dalla nave "MV Greenpeace" dell'organizzazione ecologista internazionale, hanno bloccato le operazioni di smaltimento dei fanghi tossici del porto di Livorno.
Nove attivisti hanno occupato la draga nella darsena Toscana. Due di essi sono saliti su una delle gru ed hanno calato un grande striscione con scritto "PERICOLO - FANGHI TOSSICI". Un' altra coppia di attivisti è salita sull'apparecchiatura di estrazione, bloccando di fatto il dragaggio. Nel corso di questa operazione un attivista occupava la sommità dell'albero maestro, distendendo un altro striscione sulla cima dell'albero - a più di 30 metri di altezza - che riportava la scritta "STOP TOXIC POLLUTION" (STOP ALL'INQUINAMENTO DEI COMPOSTI TOSSICI).
Contemporaneamente altri 4 attivisti hanno bloccato la bettolina "Stella" per impedire il trasporto e lo smaltimento in mare dei fanghi nel Santuario dei Cetacei. Due di loro si sono incatenati alla prua della bettolina aprendo lo striscione "I FANGHI UCCIDONO IL MARE".
Analisi condotte da Greenpeace sui sedimenti hanno accertato la presenza di uno dei composti più tossici prodotti dall'uomo - il tributilstagno (TBT) - largamente utilizzato nelle vernici marine antivegetative. I campionamenti sono stati effettuati in tre differenti aree, due all'interno ed uno all'esterno del porto di Livorno. I valori rilevati, concentrazioni pari a 8390 _g/ kg, 306 _g/ kg nelle zone interne e 6,6 _g/ kg nelle aree esterne, dimostrano il grave inquinamento dei sedimenti portuali.
In Germania, sedimenti con i valori riscontrati a Livorno verrebbero classificati come tossico-nocivi e destinati allo smaltimento a terra.
Recentemente proprio in una delle più importanti aree naturalistiche livornesi, le Secche della Meloria, si è verificata una moria delle popolazioni di gorgonie.
Secondo alcuni esperti potrebbe essere conseguenza dall'asfissia causata dal particolato dei sedimenti scaricati in mare.
"Oltre all'impatto visibile che queste operazioni stanno causando sugli ecosistemi marini, la contaminazione da TBT aggiunge un altro grave pericolo per gli organismi marini che nel medio e lungo termine possono subire un calo delle capacità riproduttive" ha dichiarato Domitilla Senni, direttore di Greenpeace Italia. "Il rischio si estenderebbe anche all'uomo qualora consumasse organismi contaminati".
L'azione condotta questa mattina si inquadra nella campagna promossa da Greenpeace contro lo smaltimento a mare dei materiali di dragaggio, che già aveva portato l'Associazione a denunciare l'autorizzazione del Ministero dell'Ambiente per lo scarico a mare dei fanghi tossici del porto di Piombino. I siti di smaltimento a mare previsti dai due porti ricadono all'interno di un'area protetta di recente istituzione, il Santuario dei Cetacei.
"Chiediamo al Ministro dell'Ambiente Bordon l'immediata sospensione delle autorizzazioni rilasciate per lo scarico a mare dei fanghi tossici nonchè il divieto della produzione e utilizzo del TBT entro il 2003" ha concluso Domitilla Senni.
La MV Greenpeace è arrivata in Italia dopo aver toccato Turchia, Cipro, Libano, Israele, Grecia, Libano, Malta.
Fonte: Greenpeace
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