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TBT NEI MARI: GREENPEACE CHIEDE UN BANDO TOTALE ENTRO IL 2001
Roma, 4 ottobre 2000 - Mentre l'Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) si incontra oggi a Londra per discutere la messa al bando del Tributilstagno (TBT), composto tossico adoperato nella vernici anti-vegetative utilizzate per dipingere lo scafo delle navi, Greenpeace sottolinea come attualmente molte compagnie navali stiano utilizzando sempre più vernici che non contengono il TBT.
La scorsa settimana Greenpeace ha condotto dei test sulle vernici dello scafo di 119 imbarcazioni nei porti di Rotterdam, Amburgo e Antwerp. I risultati mettono in evidenza che su oltre il 35% delle navi su cui sono stati effettuati i campionamenti sono già state usate vernici alternative non contenenti composti tossici. Nel corso dell'effettuazione dei test, attivisti di Greenpeace hanno dipinto la scritta "STOP TBT" sullo scafo di quelle imbarcazioni che presentavano ancora tracce di vernici tossiche.
"Mentre l'IMO continua il dibattito sul bando del TBT, per fortuna un numero sempre crescente di armatori sta rispondendo alle preoccupazioni che il TBT sta contaminando gli oceani del mondo e ha cominciato ad utilizzare vernici alternative. L'IMO dovrebbe far sì che l'intera industria navale a seguire questa direzione, proponendo immediatamente un bando permanente sull'utilizzo del TBT nelle vernici utilizzate per le navi" ha detto Fabrizio Fabbri di Greenpeace Italia.
La settimana scorsa una delle compagnie navali più grandi del mondo, la Mediterranen Shipping Company, ha inviato una lettera a Greenpeace, dichiarando la ferma intenzione d'ora in avanti di utilizzare vernici senza TBT per le navi di nuova costruzione e impegnandosi a intervenire sulle navi della flotta già esistente entro il 2003. Altre compagnie navali, tra cui la giapponese MOL, la statunitense Cunard Line, le tedesche Hapag-Loyd e Hamburg-Sud hanno deciso di eliminare il TBT per la verniciatura delle loro navi.
Il TBT è un composto biocida che viene usato per la verniciatura della navi dal 1970. La sua tossicità previene la formazione di alghe, denti di cane ed altri organismi marini sullo scafo delle navi. Il TBT viene rilasciato dalle navi e penetra nell'ecosistema marino dove si accumula nei sedimenti, specialmente nelle aree ad altà densità di traffico marittimo come le aree portuali o di scalo.
La ricerca di Greenpeace condotta la scorsa estate ha rivelato un'alta contaminazione da TBT nei sedimenti di porti in Italia, Grecia, Francia e Spagna.
A questo proposito Greenpeace Italia lo scorso 25 settembre, a Livorno, ha bloccato lo scarico a mare dei fanghi tossici escavati per l'ampliamento del porto, dopo avere accertato attraverso analisi condotte su alcuni sedimenti, un'alta concentrazione di TBT. Questo composto tossico provoca effetti molto negativi per gli organismi marini che nel medio e lungo termine, anche dopo essere stati esposti a livelli bassi di TBT, possono subire un calo delle capacità ormonali. Il rischio si estenderebbe anche all'uomo qualora consumasse organismi contaminati.
L'anno scorso l'IMO ha adottato una risoluzione per mettere al bando l'utilizzo del TBT per le navi entro il 2003 e ha dichiarato che tutte le imbarcazioni in tutto il mondo dovranno non presentarne più alcuna traccia entro il 2008. Nel corso della settimana Greenpeace si auspica che l'IMO trovi un accordo per la messa al bando del TBT entro il 2001.
Fonte: Greenpeace
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