Dicembre 2000

Babbo Natale da noi, addirittura un Santo (Santa Claus) nei paesi nordici.
Il terzo millennio e l'anno "zero"
Curiosità legati al calendario e a come lo computiamo.
Calendario

  Il terzo millennio parte dal capodanno 2001, la contesa (che è avvenuta anche negli anni 1899-1900 sul cambio di secolo) resta viva ogni volta si scontrano due mentalità: quella classica che tiene conto dell'"anno zero" e quella "informata" che conosce gli errori del calendario.
  Il secondo millennio non si è affatto concluso lo scorso fine anno quando il millenium bug faceva versare fiumi di inchiostro e preoccupava migliaia di persone.
  Per contare gli anni noi occidentali ci basiamo sull'inizio dell'era Cristiana e la nascita di Gesù, tale computo fu fissato nel VI secolo da un monaco scita: Dionigi, detto il Piccolo ("exiguus") non per la sua statura ma per la sua umiltà.
  Teologo, astrologo e matematico, questi si rese "colpevole" di una serie di inesattezze, pur essendo persona di grande dottrina. Fece partire il computo dall'anno 1, ignorando lo zero, invenzione araba introdotta in occidente solo nel 1202 dal "Liber Abbaci" del matematico Leonardo Fibonacci. Con il risultato che per concludersi davvero, il secondo millennio ha dovuto aspettare il 31 dicembre 2000
  Ma sbagliò anche la data di nascita di Gesù, che fissò nell'anno 753 dalla fondazione di Roma, mentre oggi gli storici, regolandosi sulla durata del regno di Erode, la collocano al 6-7 avanti Cristo. E indicò come giorno del Natale il 25 dicembre, mentre gli astronomi ritengono oggi più verosimile il 18 aprile, basandosi sulla congiunzione astrale interpretata dai magi come una stella.
  La quale stella, comunque, agli inizi della tradizione non era affatto una cometa. Lo divenne dal 1305, quando Giotto affrescò la Cappella degli Scrovegni a Padova.
  Nella scena della natività inserì una cometa rossa che nel 1979 la studiosa R.J.M. Olson identificò come la cometa di Halley, vista dal pittore quattro anni prima, nel passaggio del 1301. Non si conosce il motivo per il quale la dipinse colorandola di rosso.
  Gli studiosi biblici, partendo dai Vangeli, hanno anche calcolato la data più probabile della morte di Cristo sulla croce: l'8 aprile dell'anno 30, 14 di Nissan secondo il calendario ebraico, all'"ora nona", le tre del pomeriggio. Della figura storica del Cristo, oltre che nei testi cristiani, restano tracce in due fonti romane (Tacito e Svetonio) e in altrettante ebraiche (Giuseppe Flavio e il Talmud).

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