Lo Stretto di Messina
Il braccio di mare tra la Sicilia e la penisola Italiana ebbe origine da un processo di rottura orogenetico dovuto ad un abbassamento in opposizione all'innalzamento dell'arco appenninico calabro; svoltosi in Era Terziaria iniziò nel Pliocene (5 milioni di anni a.C.) e si concluse nel Pleistocene (2 milioni di anni a.C.).
La zolla tettonica eurasiatica e quella africana originarono spinte che provocarono (e provocano tuttora) forti accumuli di tensioni che sfociarono dopo un certo periodo di carico in fratture della crosta: è questa la causa della sismicità dell'area. I terremoti più recenti e catastrofici furono nel 1783 e soprattutto quello del 28 dicembre 1908 con epicentro in mare, ad una profondità tra i 10 e i 20 Km (80.000 morti).
Lo Stretto ha la forma ad un imbuto con una estremità sul Tirreno (larga poco più di 3.200 m. fra capo Peloro e Torre Cavallo in Calabria e con una profondità minima di 72 m tra Ganzirri e punta Pezzo) e con l'altra estremità sullo Ionio (larga 16 Km tra capo d'Alì e punta di Pellaro). Poiché il fondo marino digrada più dolcemente verso il Tirreno (raggiunge i 1000 metri nelle vicinanze delle isole Eolie) e più ripidamente sul versante Ionico, (raggiunge subito gli oltre 800 metri in prossimità di Capo dell'Armi e i 2000 al largo di Acireale), si generano, a causa delle diversità di maree tra i due mari, dei movimenti di acqua imponenti con travaso tra l'uno e l'altro mare quasi ogni 6 ore, in dipendenza delle fasi lunari. La corrente 'montante', che va da sud verso nord, è lenta, profonda e prolungata nel tempo, mentre la corrente 'scendente', da nord a sud, è superficiale violenta e turbolenta con velocità che superano i 12-14 Km/h. Nel punto in cui le due correnti si incontrano si generano gorghi e vortici, controcorrenti (refuli), zone di apparente calma (surgimenti), rimescolamenti delle acque anche ascensionali, soprattutto nell'area della sella sottomarina, che spesso portano a galla e allo spiaggiamento specie abissali.
Se ai più è noto, come conseguenza di questi movimenti, l'insorgere di miti e leggende, vedi Scilla e Cariddi, o la particolare cangianza del colore e dell'umore del mare, non è altrettanto noto il fatto che lo Stretto, in passato e ancora oggi, è un particolare sito scientifico che offre la possibilità di studiare la fauna abissale e quella marina in genere, tanto che quasi tutti i pesci del mediterraneo sono stati segnalati. Anche Jacques Piccard nel maggio del 1979, in una campagna di studio sulla fattibilità del ponte sullo stretto, ebbe a dichiarare che a seguito della sua esplorazione con un piccolo sottomarino, aveva avvistato nello stretto flora e fauna, anche di notevoli dimensione, di sicuro interesse scientifico.
Nello Stretto transitano pesci e mammiferi di ogni tipo, perciò la zona marina è ricca di popolazione, ma il simbolo dello stretto è senz'altro il pescespada, che viene pescato, con molta ritualità, sin dall'antichità (della pesca del pescespada si hanno notizie da Omero, Polibio, Strabone, e Plinio il Vecchio)
La maggior parte delle informazioni e le immagini provengono dalla Società stretto di Messina che ringraziamo per la disponibilità e la gentilezza dimostrata nei nostri confronti.
Il "ponte dello stretto" -
L'area dello Stretto -
La storia del progetto -